Salento: tra arte, cultura e gastronomia

OTRANTO E IL SALENTO: TRA ARTE, CULTURA ED ENOGASTRONOMIA
Otranto. Dapprima centro messapico e romano, poi bizantino e più tardi aragonese, si sviluppa attorno all'imponente castello e alla cattedrale normanna. Sede arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania, e alla Terra d'Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. Nel 2010 il borgo antico è stato dichiarato dall'Unesco patrimonio testimone di una cultura di pacel
La più a Oriente d'Italia, dove è possibile rilassarsi nelle masserie e o nei trulli immersi tra gli ulivi; fare il bagno nelle sue spiagge più belle – dall'incantevole Baia dei Turchi a La Castellana, in località La Punta – o passeggiare senza fretta tra i vicoli del centro, alla scoperta dei suoi capolavori architettonici.
A cominciare dal Castello aragonese, affacciato sul mare, costruito alla fine del 1400 dagli spagnoli di Napoli con la consulenza del senese Francesco di Giorgio Martini, genio dell'architettura militare rinascimentale. E' a pianta pentagonale con tre torrioni cilindrici e un poderoso bastione che da tre anni si è trasformato in un importante punto di riferimento culturale. L'altro grande simbolo della città è la Cattedrale in stile romanico-pugliese, costruita sugli antichi resti di una domus romana nel 1068 per volontà del vescovo Guglielmo. La facciata è semplice e imponente ma è soprattutto l'interno a destare la maggiore ammirazione. La chiesa, infatti, ospita sei altari, una bellissima cripta bizantina e i più grandi affreschi pavimentali, risalenti al 1163: milioni di tessere policrome che si estendono lungo tutta la navata centrale. Da non perdere poi la piccola basilica di San Pietro e le stradine del centro, racchiuso dalle mura, con scale, archi e terrazze a strapiombo sul mare.
Uscendo da Otranto e viaggiando verso sud si percorre il tratto di costa dove, nell'antichità, i coloni greco-bizantini portarono ricchezza e cultura. Capo d'Otranto e il suo faro e la bianca torre di Punta Palascia,il luogo più orientale della penisola italiana, sono a meno di 70 chilometri dalla costa albanese; da qui, infatti, si scorgono le montagne dell'Albania al di là dell'Adriatico. Intorno si intravedono solo resti di torri, qualche gregge nei pascoli e minuscole cale di sabbia e ciottoli. Prima di arrivarci si passa accanto alla Torre del Serpe, luogo di leggende e misteri. Qui la scogliera è alta e nasconde luoghi meravigliosi come Cala d'Orte, splendida insenatura dalle acque turchesi.
Se si viaggia verso nord, invece, lungo la provinciale 366, si raggiungono spiagge, baie, calette e anfratti bellissimi: la spiaggia degli Alimini, litorale di sabbia fine, battuto dal vento e molto apprezzato dai surfisti, che deve il suo nome ai laghi retrostanti che sorgono oltre le dune e una folta pineta; Torre Sant'Andrea, baia di pescatori circondata da alti faraglioni erosi dall'acqua, e, poco più a nord, scogli dalle forme stravaganti, che emergono dalle acque, come le Due Sorelle di Torre dell'Orso. La costa prosegue alta e frastagliata fino a Roca Vecchia e alla Grotta della Poesia, importante zona archeologica. Superati San Foca e Torre Specchia Ruggeri si arriva all'oasi delle Cesine, riserva naturale con due stagni separati dal mare dalle dune, gestita dal Wwf dal 1980.
Nell'entroterra di Otranto, invece, si superano le dune e si attraversano prati e distese di ulivi, punteggiati da masserie, per lo più eccellenti luoghi di ristoro, delimitati da muretti a secco. Tra le tantissime tenute, ecco qualche nome: masseria Cerra, casale cinquecentesco, a pochi metri dalla spiaggia della Staffa; la masseria Le Creste non lontano dal faro di Punta Palascia, e la tenuta Torre Pinta, straordinario ipogeo messapico, dove si respira la storia dei Messapi, antichi colonizzatori del Salento prima dei Romani. E da lontano arrivano il profumo del mare e il grido dei gabbiani.

IL SALENTO

Il Il Salento…infinita distesa blu che fa da cornice ad un'entroterra di antica cultura e sfarzosa arte architettonica…terra ricca di storia dove si incontrano e si intersecano le culture del mediterraneo, che fin dai tempi antichi hanno contribuito a renderla meta unica nel suo genere, destinata a turisti esigenti sia dal punto di vista paesaggistico che da quello culturale. 
La costa adriatica è ricca di caratteristiche insenature e grotte, spesso raggiungibili solo dal mare e che da Otranto in giù incastonano piccole cittadine marine di pregevole splendore.
Tra le grotte numerose e splendide che si trovano su questo litorale, una che riveste un’importanza unica è la Grotta dei Cervi. (Porto Badisco, piccola frazione del Comune di Otranto). Si tratta di un complesso ipogeo dove si sono avuti ritrovamenti (come alcune ceramiche) e che contiene graffiti, dipinti e disegni ottimamente conservati che risalgono al paleolitico (la grotta è stata abitata sino al neolitico).Si tratta di una cavità sotterranea lunga quasi 3 km con molte stalattiti e stalagmiti dove sulle pareti ci sono iscrizioni, pittogrammi, dipinti che raffigurano scene di caccia, simboli e ideogrammi parietali in un racconto sicuramente di forte suggestione, oltre che di fondamentale importanza per gli studiosi.L’importanza di queste raffigurazioni è data anche dal fatto che vi si legge un mutamento delle capacità di rappresentazione e mentali dell’uomo, una fase di crescita della storia dell’uomo data proprio dal passaggio dalle raffigurazioni naturalistiche a figurazioni astratte in cui cominciano anche ad essere evidenti i riferimenti al divino.
Sempre sul litorale adriatico S. Cesarea Terme, nota per le sue acque sulfuree e la bella Castro, della quale si può ammirare il borgo arroccato sul colle e le innumerevoli grotte, quali la “Zinzulusa”.
Arrivando all'estremo sud, nel punto in cui si fondono i due mari (ionico e adriatico) e la terra termina dando spazio a vasti orizzonti, si incontra S. Maria di Leuca, col suo maestoso faro ottagonale e i 184 gradini che dal mare si portano su verso il santuario. E' questa cittadina esclusiva e aristocratica, che oltre ad essere ricca di bellezze naturali è fonte inesauribile alla vista di splendide testimonianze storico-architettoniche, con le sue residenze che vanno dal neogotico al moresco e dal cinese al neoclassico.
Diversa si presenta invece la costa ionica, dove di rado si incontrano scogliere e che è invece dominata da bianche distese di sabbia circondate dalla tipica macchia mediterranea.
Percorrendo le strade di tutto il Salento, non possiamo non notare gli infiniti alberi di ulivo, alcuni addirittura centenari, divisi dai caratteristici muri a secco , che servono per delimitare le campagne private.
Fermandoci nei loro pressi, possiamo vedere molto spesso al loro interno, le particolari case rurali, costruite con le pietre, è cioè i trulli, sopratutto al nord del Salento, e le "pajare" , che servivano come dimora e come stiva per la paglia ed il fieno, di queste ce ne sono di diversi tipi: a gradoni, a punta quadrata, tonda, ecc. Capitolo a parte è il Barocco, vera arte che ci ha regalato splendidi ricami scolpiti su pietra leccese che fanno da cornice a Chiese , Palazzi, Case
Questo è il paesaggio tipico all'interno del territorio, sulle coste invece troviamo le bellissime Torri Costiere, alcune molto ben conservate, che servivano in passato come riparo per le vedette.
Il Salento è terra dalle mille risorse e offre al turista anche percorsi artistici di grande spessore, che si districano fra le viuzze dei suoi cento paesi, uno attaccato all'altro.
Palazzi, chiese, e piazze dai campanili che si ergono nel cielo e dalle mille luci che nella notte ne disegnano i contorni, illuminandoli in maniera suggestiva.
Meta obbligata dell'entroterra salentino è Lecce, città d'arte tra le più apprezzate dell'Europa meridionale grazie alle innumerevoli testimonianze barocche, che, si possono ammirare tra le ville private e le arzigogolate chiese. Non si può quindi tralasciare la maestosa presenza di Santa Croce, minuziosamente “cesellata” in ogni suo angolo, o il gioco di ombre di cui gode la chiesa di S.Matteo , oltre alle altre infinite bellezze di cui la città vanta. Lecce è anche la città che testimonia la presenza romana nel territorio salentino con il suo imponente Anfiteatro, situato nel centro di piazza S.Oronzo. Nuovi interessanti scavi hanno inoltre portato alla luce i resti dell'antico centro messapico, testimonianza delle radici storiche della città risalenti al III secolo a.c.
Nel cuore di questo affascinante territorio prende vita la Grecìa Salentina , formata da 9 paesi, di cui ricordiamo in particolare Calimera, Martano, Melpignano, Soleto e Sternatia. Qui si parla il “griko”, un dialetto stretto parente del greco antico.
La Grecìa è caratterizzata dalla presenza di dolmen e menhir.
A circa 25 km da Lecce, troviamo Galatina, splendida città, testimonianza del “barocco minore”, ma conosciuta e ammirata nel mondo per la bellezza indiscussa della Basilica minore di S.Caterina d'Alessandria. Edificata  nel  XIV secolo, la chiesa, racchiude il massimo dello stile romano-gotico e la bellezza delle sue cinque navate affrescate in stile giottesco da mirabili artisti dell'epoca.
Di altrettanto interesse artistico è la chiesa matrice, dedicata agli apostoli S.Pietro e Paolo, patroni del paese. A pochi passi dalla Chiesa Madre troviamo la piccola Cappella di S.Paolo, luogo di culto di molti salentini che giungevano da tutto l'entroterra tra il 28 e il 29 giugno, per bere l'acqua miracolosa del pozzo e guarire dal “morso della taranta”, fenomeno questo, che ha destato e desta interesse da parte di molti studiosi e antropologi.
E' quindi questa, la città in cui nasce il fenomeno del “tarantismo, oggi ricordato da balli e danze conosciuti con il nome di pizzica”, e apprezzati in tutto il mondo.
Molti sono i turisti che raggiungono il Salento in occasione di una serie di manifestazioni ed eventi artistici estivi, per godere momenti di danza collettiva nelle piazze a ritmo di tamburelli e antichi canti rivisitati.
Tutto questo, trova la sua massima espressione ad agosto, durante le innumerevoli date che coinvolgono tutti i comuni della Grecìa, con il festival intitolato La Notte della Taranta”, che si conclude a Melpignano con ospiti di rilievo internazionale.

ENOGASTRONOMIA
Nella tradizione enogastronomica salentina troviamo ingredienti poveri quali: ortaggi e verdure di vario genere, formaggi, pesce e quasi assenza di carne. In effetti la cultura culinaria è l'espressione del vivere contadino che i nostri antenati ci hanno tramandato.
Largo spazio quindi alla pasta fatta in casa , orecchiette, cavatelli, minchiareddhi, sagne, condite con sugo di pomodoro e verdure come la rapa. Legumi cucinati per ore in cocci di terracotta ("pignate"),al fuoco del camino. Il piatto tipico del contadino di una volta era la "marenna , scudiata , paparotta", che era composta dagli avanzi di verdura e legumi mischiati con pane raffermo. Ruolo importante ricoprono i sottoli di peperone, melanzane, lampascioni, zucchine, olive condite e le conserve di pomodoro, peperone amaro e dolce che sono di contorno alla carne e alla "frisella" (pagnotta di pane tostato diviso a metà).
Il pesce si consuma sopratutto fritto con il pescato fresco dei nostri mari, buonissime sono le cernie al forno o il polipo in pignata, nelle sagre e nelle feste locali è facile trovare lo "scapece" , che sono dei piccolissimi pesci (argentini) disposti su di un letto di pane grattugiato condito con aceto e zafferano. Il clima del salento caldo e umido non permette la preparazione di insaccati, mentre i formaggi sono consumati prevalentemente freschi, buonissima è la ricotta forte ("ricotta scante") leggermente piccante.